FARSOPOLI

La più grande truffa sportiva e giudiziaria del secolo! Un gruppo di potere senza scrupoli, con l'aiuto di vari personaggi dei CC, della magistratura, dei media, hanno messo in piedi Calciopoli, sbarazzandosi della squadra e della società più forti di sempre. La verità però, piaccia o non piaccia (cit.), è venuta a galla...

lunedì 10 dicembre 2012

Bonolis....


IL TERZO INCOMODO
LE PESANTI VERITÀ DI FERRUCCIO MAZZOLA. UNA VITA NEL PALLONE FRA INTRIGHI E INTRUGLI, COLPI BASSI E MORTI NON CHIARITE

Ferruccio Mazzola

A cura di Fabrizio Càlzia
Dimensione: 17x24
Num. Pag. 196
Prezzo: Euro 16,00
ISBN: 978-88-88329-27-7
Immagini: fotografie colori + b/n



Bonolis Bonolis... sei proprio un vero interista, smetti un attimo di contare soldi e leggi qualcosa, magari sto libretto qua...

mercoledì 5 dicembre 2012


La sentenza di secondo grado del rito abbreviato nell’ambito del processo a Giraudo e altri imputati è arrivata.
A prima vista sembra davvero la classica sentenza all’italiana, mirata cioè non alla ricerca e alla determinazione della giustizia bensì al dare un colpo al cerchio e uno alla botte.
Insomma, tutti assolti tranne Giraudo; il quale però sarebbe innocente ma per non smontare del tutto l’impalcatura creata allora dal GUP e sostenuta oggi dal PG (sulla quale si è costruita l’intera Farsopoli) deve essere condannato almeno un po’…
Ho immediatamente ripreso in mano la sentenza di primo grado emessa dal GUP De Gregorio nel 2009 e ho cercato di capire come diavolo abbiano condannato Giraudo a un anno e otto mesi, senza alcuna prova credibile a disposizione e assolvendo tutti gli altri imputati, in gran parte arbitri.
Sì, va bene, bisogna aspettare le motivazioni che solitamente chiariscono gli impervi percorsi che hanno condotto a una sentenza, ma alcune cose possiamo già dirle.
Allora: tutti gli arbitri/assistenti di questo abbreviato sono stati assolti, rimangono quelli in ballo nell’ordinario: De Santis, Racalbuto, Bertini, Dattilo, Puglisi e Titomanlio che torneranno in aula a maggio assieme a Moggi e gli altri e dove potranno usufruire di nuovi elementi a loro discolpa.
Da tutto ciò se ne deduce che il giudice dell’abbreviato ha lasciato la patata bollente in mano al giudice del secondo grado ordinario, perché ha sentenziato che gli arbitri sui quali ha giudicato lui erano puliti e che quindi i sodali della Cupola vanno ricercati negli imputati dell’ordinario.
E qui la cosa si complicherà per chi dovrà giudicare, perché proprio la Casoria in primo grado ha sentenziato che quei campionati furono regolari, così come lo erano i sorteggi e gli arbitraggi e adesso dovranno accollarli tutti agli imputati dell’ordinario.
Hanno molta meno gente a cui attribuire reati. Infatti  hanno lasciato a Giraudo l’imputazione di associazione solo per la partita Juventus-Udinese del 2004 (preceduta da Udinese-Brescia arbitrata da Dattilo, estraneo all’abbreviato).
Certo, rileggendo la sentenza di De Gregorio del 2009 si rimane incerti  tra lo sbottare a ridere e l’incazzarsi pesantemente, perché si regge tutto su un “sottile equilibrio”.
Mi riferisco proprio a Udinese-Brescia del 2004, quando in seguito alla maxi rissa furono ammoniti tre giocatori dell’Udinese (che non erano diffidati e quindi non rientrano nel teorema delle ammonizioni mirate) e fu espulso Jankulowski per un diretto al mento di un avversario a gioco fermo, gesto tra l’altro segnalato dal guardialinee e non visto dall’arbitro Dattilo.
Beh, il capo d’accusa al punto b) di pagina 7 della sentenza di De Gregorio riguarda proprio quella partita, per cui Giraudo si è beccato un anno e otto mesi in secondo grado, essendo stato assolto per tutto il resto ma non per Juventus-Udinese.
La fiera dell’assurdo. A pagina 104 della sentenza De Gregorio e poi in quelle 122 e 123 si parla della famosa telefonata che Moggi e Giraudo si fecero dopo il termine della partita, quando Giraudo constatò che in seguito alla rissa i friulani sanzionati sarebbero potuti essere molti di più. “Considerazione tautologica” la definì De Gregorio. “Nello specifico contesto probatorio la decisione di espellere il giocatore Jankulowski dell’Udinese è compatibile con la ritenuta parzialità dell’arbitro”, così detta la sentenza De Gregorio a pag. 125.
Non solo. De Gregorio sottolineò come la scelta di Dattilo per dirigere quella partita fosse stata presa in un incontro precedente tra Moggi, Giraudo, Bergamo e Pairetto.
Ma i sorteggi, è stato sentenziato, erano regolari.
E’ tutto un sottile equilibrio… ma basta poco perché si spezzi.
E’ rimasta in piedi Juve-Udinese perché c’entra Dattilo, che ha scelto il rito ordinario ed è uno dei condannati in primo grado.
Sta traballando tutto e prima o poi verrà tutto giù. Certo, bisognerà aspettare maggio 2013 quando si riprenderà col secondo grado dell’ordinario e quando nuove prove a favore degli imputati verranno presentate.
Forse, una flebile luce si è accesa in fondo al tunnel.


Rettifica: La partita per la quale è stato condannato Giraudo non è come scritto nell'articolo (e come comunicato da qualche agenzia) Udinese-Juventus del novembre 2004 bensì Juventus-Udinese del febbraio 2005.
Intendo però non modificare il pezzo per due motivi:
1) Per far meglio comprendere l'assurdità delle accuse, dal momento che la partita da me segnalata era uno dei pilastri dell'accusa che ha portato alla condanna in primo grado a tre anni  per Giraudo (e che in secondo grado è stata cancellata!).
2) Perché se è la partita Juventus-Udinese a "incastrare" Giraudo, la condanna si fa ancora più ingiusta, non essendoci praticamente nulla a suo carico, se non le sue lamentele per i torti subiti dalla Juventus.
In pratica lo hanno condannato a venti mesi di carcere per aver rilevato arbitraggi contrari alla Juve e averne parlato al telefono.
Come si può vedere la sostanza cambia ben poco...

Marco Milani (Grimoaldo)
  



venerdì 23 novembre 2012

Questione di smoking...



Materazzi ha risposto ad Agnelli ricordando i cinque titoli vinti in un anno.

Anche lui proviene da Marte (o è semplicemente poco onesto?) per cui tutto ciò che è uscito fuori dal 2006 in poi non lo conosce.

Comunque mi viene spontaneo un parallelo: anche i rapinatori, appena fatto il colpo in banca possono considerarsi ricchi.
I problemi vengono dopo, quando li scoprono...

lunedì 19 novembre 2012

Prescritti: uno stile di vita





C’era davvero qualcuno che pensava, ingenuamente, che tutto si fosse esaurito con  la condanna della Juve nel 2006, la retrocessione in B e lo scippo di ben due scudi?
Qualcuno ha creduto che espiata la pena nessuno avrebbe più osato darci dei “ladri”?
Figuriamoci! Già dagli spalti della serie cadetta avevano ricominciato a cantarcele, legittimati a farlo, con tanto di sentenze alla mano.
Lo dicemmo allora, lo ripetiamo oggi con tanto di prove fresche fresche: non finirà mai, perché Farsopoli fu la istituzionalizzazione del concetto “la Juve ruba”, ne fu la legittimazione ufficiale, in modo che quest’arma poderosa fosse sempre pronta all’uso.
E’ ciò che è successo fino a oggi e sarà sempre peggio. Moratti deve far fruttare il proprio investimento.
Lui & soci hanno investito tanto a suo tempo, da “buoni” imprenditori, ecco perché con martellante frequenza (pressoché quotidiana) tornano a battere lì; perché quella “spesa” deve produrre frutti e dovrà continuare a farlo a lungo, come ogni investimento pluriennale.
Poco importa che questi “gentlemen” del calcio insorgano per gli errori arbitrali solo quando sono a loro sfavore e invece mostrano sorrisoni a chissà quanti denti (mica facile contarli…) quando degli errori ne usufruiscono.
Sanno di poterlo fare indisturbati perché l’investimento fatto allora era “full optional” e includeva oltre ai vertici FIGC anche tanto altro (giornalai, CC, magistrati, eccetera).
Lo dicemmo allora, lo ripetiamo oggi: aver rinunciato allora a combattere ci ha marchiato a sangue; perché mai in tanti oggi si sorprendono per ciò a cui assistiamo?
Non se ne uscirà più se non si deciderà di combattere sul serio, con tutte le armi a disposizione, cominciando a chiedere i danni ai prescritti in seguito alle “novità” emerse dal processo Telecom.
Ma se non li chiede la Juve i danni ai prescritti, chi deve chiederli? Non procedere in questo senso è incomprensibile e deleterio.
Ricorrere ai tribunali europei, altro che “metterci una pietra sopra” come consigliano tanti cervelloni corrotti.
Da questo vicolo cieco se ne uscirà solo con lo scontro frontale, totale e finale, una sorta di Armageddon.
Rimanere a “bagnomaria”, facendosi massacrare di continuo senza rispondere come si deve, limitandoci a piccole quasi illeggibili scritte sulle maglie e null’altro mentre gli altri continuano a gridare allo scandalo sostenuti e amplificati da giornali, televisioni di stato e private, FIGC, politici e “liberi pensatori” è da idioti.
E questo proprio non fa parte del DNA della Juve.
Non era finita allora, non lo è oggi non lo sarà mai finché non avremo vinto questa battaglia.
Il presidente dei prescritti supera ogni giorno se stesso e ci riversa addosso montagne di letame tra il plauso degli addetti ai lavori e la protezione di Cric e Croc, alias Petrucci e Abete.
Non accetta l’idea di essere poco capace quindi predisposto alla sconfitta. Non lo ha mai accettato tanto da arrivare al punto di patrocinare Farsopoli per poter alzare qualche trofeo (e chissenefrega se puzza di truffa e ladrocinio).
Ora la normalità è stata ristabilita e il presidente prescritto ha ricominciato a perdere, com’è nella sua natura e ricomincia a sbattere i piedi, parlando di complotti, di ritorni al passato, di brutte sensazioni.
Non sarà certo lui a porre fine a questa tiritera, lo abbiamo già detto, ci ha investito talmente tanto che pretende il suo tornaconto almeno per i prossimi vent’anni.
Sta a noi farlo smettere non solo vincendo ogni anno o quasi sul campo, ma mostrando al mondo chi è veramente il presidente dei prescritti, cosa ha fatto, a cosa è arrivato pur di “vincere”.
E vedrete che abbattuto il totem, tutto il seguito di laidi servitori, sbavanti sudditi e falsi adoratori si dissolverà nel nulla, perché nulla sono.

Grimoaldo (Marco Milani)

domenica 4 novembre 2012

Vincere sul campo.



L'inter ha vinto meritatamente, giocando meglio, con più determinazione e lucidità e ha meritato ampiamente la vittoria, anche nelle proporzione con le quali si è risolta.

Ecco perché mi sorge spontaneo rivolgere una domanda al signore che dirige quella squadra e che non ha mancato di esternare ancora una volta un suo pensiero degno della propria persona (ha rivelato di aver pensato dopo appena 17" "ci risiamo", forse ricordando le sonore batoste che ha storicamente preso con la Juve...).

Ecco la domanda: Visto quanto è bello vincere sul campo?

Vincere sul campo dà tutta un'altra soddisfazione, perché il sudore e il sangue che hai sputato ottiene una sorta di riconoscimento tangibile e con orgoglio e fierezza ti rendi conto di esserti misurato e di aver sconfitto l'avversario.

Vincere sul campo, anche di fronte a errori arbitrali (pro e contro) non ha eguali, perché proprio come ha dimostrato ieri sera l'inter, se sei forte, se sei in palla, se credi di essere migliore alla fine vinci.
E quando ti abitui a vincere come è successo per la Juve nei decenni, poi diventa una necessità vitale che sul campo si trasforma in una marcia in più, cosa che l'inter non ha mai acquisito.
E questo lo si nota proprio dalle dichiarazioni del dentuto presidente dell'inter e da quelle del suo allenatore, tutt'altro che improntate alla signorilità e al fair play.

Da parte nostra non una dichiarazione sul fatto che questa è la quarta partita consecutiva nella quale l'inter ottiene almeno un favore arbitrale (e ciò a prescindere dal gol irregolare di Vidal). Quarta consecutiva.
Vogliono iniziare un ciclo a modo loro?

venerdì 5 ottobre 2012

Deja vu




Deja-vu

Ebbene sì, ancora una volta la giustizia sportiva ha fatto a modo suo, alla faccia della Giustizia vera, alla faccia della logica, alla faccia della evidenza.
Tutto secondo i piani. Tutto come Farsopoli.
Dalla totale assenza di prove sono riusciti a tirar fuori una accusa, quella della omessa denuncia per Conte, fondandola sul famoso “non poteva non sapere”, impossibile da controbattere perché è il nulla.
L’hanno tirata per le lunghe, hanno fluttuato dai tre mesi con annesso patteggiamento ai quindici richiesti dallo stesso Palazzi, per poi arrivare ai dieci del primo grado, confermati dal secondo grado nonostante il dimezzamento dei capi d’accusa.
Qui si è avuta la conferma di ciò che stava accadendo, quando il miserrimo Sandulli è sbottato e non contento della pena rifilata all’allenatore della Juve ha gridato ai quattro venti che gli era andata pure bene.
Infine il TNAS, che ha “scontato” la pena di Conte portandola a soli quattro mesi, in modo che per allora sarà terminata la prima fase della Champions League e col campionato si starà un bel pezzo avanti.
Risultato? Conte rimarrà marchiato a fuoco per sempre, come la Juve dopo Farsopoli, nonostante l’assurdità delle accuse, smontate una per una, facilmente, senza troppa fatica.
Con questa mini pena il marchio è stato apposto e si sono salvati capra e cavoli. Nessuno potrà prendersela con Palazzi o la cricca Sandulli perché, in fondo, la condanna c’è stata, quindi gli 007 della procura federale avevano visto giusto.
E poi? E poi come al solito, la Juve salta sempre fuori dove c’è il marcio, e via a nutrire il “sentimento popolare” che ha cominciato nuovamente a ruggire, a digrignare i denti rabbioso, perché i ladri hanno ricominciato a vincere.
Ancora una volta, come Farsopoli, dal niente hanno creato il mostro. E i mostri veri sono ancora in giro o comunque, fra pochi mesi, torneranno a calcare i campi di calcio.
Non c’è via di uscita. Quell’altro esempio di linearità e coerenza che risponde al nome di Abete ha da pochi giorni riconfermato la stessa cricca a governare la giustizia sportiva. Al CONI dopo Petrucci arriverà Pagnozzi, suo braccio destro, che come bigliettino da visita non ha fatto altro che ribadire la santità di Zeman e il suo coraggio che nessun altro ha.
Deprimente. Questa gente governerà il calcio ancora nei prossimi anni. Prepariamoci. Non era finita con Farsopoli, non lo sarà con questa porcata di Scommessopoli.
La Juve avrà contro tutti e non è una novità. Ma fino al 2006 era pur sempre il campo a giudicare. Adesso non più. Adesso lo si decide a tavolino, a colpi di condanne e squalifiche. Ma anche di perdoni e prescrizioni.
E non è finita.
Finché non sarà sgominata questa banda non ci sarà pace per la Juve.
Ricorrere alla Giustizia ordinaria sarebbe la soluzione, ma implicherebbe la rottura della clausola compromissoria.
Un pensierino ce lo farei, io. Chissà se fra qualche settimana/mese, dopo l’ennesimo scandalo creato ad hoc, allorché ci beccheremo qualche altra condanna assurda, non ci penseranno anche in via Galfer.
Questi sono capaci di tutto, lo hanno dimostrato con Farsopoli.
Quando finiremo di abbozzare?


Marco Milani (Grimoaldo)


giovedì 27 settembre 2012

Caro amico ti scrivo...





In seguito al mio ennesimo post su Facebook, argomento Farsopoli (come noi juventini chiamiamo Calciopoli), un caro amico mi ha invitato  a smetterla “perché avevo rotto i maroni” (naturalmente in tono scherzoso).
Proprio questo invito mi ha spinto a buttare giù questo pezzo nella speranza che chi mi leggerà, si renda conto una volta per tutte che Farsopoli non è una baruffa tra tifosi, non è una questione da bar dello sport e soprattutto non riguarda solo una sparuta minoranza di italiani, quelli che tifano per la Juventus.
Farsopoli è stata ed è di una gravità estrema, e riguarda questo ameno paese che risponde al nome di Italia.
Non scenderò nei dettagli processuali, in quelli delle carte di Procure e Avvocati, o nei meandri delle decisioni della giustizia sportiva, mi limiterò per grandi linee a spiegare il motivo che mi spinge da oltre sei anni a dedicare molto del mio tempo alla lotta per smascherare la grande truffa di Farsopoli nella speranza che chiunque decida di approfondire e dedichi un po’ del suo tempo per comprendere chi e cosa c’è dietro la invenzione di Calciopoli.
Cominciamo dalla dichiarazione che fece Enzo Biagi all’indomani della lettura delle sentenze nel 2006:
Una sentenza pazzesca, e non perché il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perché costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome. Una sentenza pazzesca perché punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perché tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?.
Oggi, alla luce di ciò che è venuto fuori, queste parole assumono una venatura profetica da mettere paura.
E Biagi era tutt’altro che tifoso della Juve o del calcio in generale. Cosa aveva intravisto dall’alto della sua sapienza?
Gli suonò stonato il processo da Santa Inquisizione al quale fu sottoposta la Juve e un processo farsa non ha motivo di esistere se dietro non c’è qualcuno a trarne profitto.
Non entrerò nel merito della sentenza sportiva, mi limiterò a elencare gli eventi più “interessanti” di allora, che molti non conoscono o che hanno… dimenticato.
La Federazione Calcio fu affidata in qualità di Commissario Straordinario a tale Guido Rossi. Leggiamo un breve brano tratto da Wikipedia:
“… Inoltre è stato, tra la fine degli anni novanta e i primi anni del duemila, membro del consiglio di amministrazione dell'Inter. Nel 2006 viene nominato commissario straordinario della FIGC per gestire la situazione di emergenza creatasi dopo lo scandalo di Calciopoli. Rimarrà in carica per tre mesi, durante i quali la FIGC assegnerà all'Inter, in qualità di prima squadra classificata dopo Juventus e Milan, entrambe penalizzate, lo scudetto numero quattordici della sua storia. Il 15 settembre 2006, dopo le dimissioni di Marco Tronchetti Provera, viene nominato nuovamente presidente di Telecom Italia, incarico che lascerà il 6 aprile 2007 …”
Dirigente Inter, lascia la squadra di Moratti, esegue il compitino da Commissario Straordinario in FIGC (come sopra descritto), ne esce ed entra in Telecom.
Che c’entra la Telecom? Si chiederanno i meno informati. Cavolo se c’entra, è il fulcro di tutta la questione!
La Telecom è in mano a Tronchetti Provera, facente parte del CdA dell’Inter e grande amico del presidentissimo Moratti.
Ricordate uno degli ultimi passaggi della dichiarazione di Biagi? Ricordate gli accenni a Vodafone e alla truffa organizzata da Telecom?
Ci siamo.
Telecom creò una organizzazione interna di security a livello mondiale, i cui tentacoli giunsero a far danni persino in Brasile, una organizzazione interna di spionaggio affidata a Giuliano Tavaroli. Chi è costui? Ecco qualche riga tratta dal sito “JU29ro”:
Il 4 Maggio del 2005 entra infatti in scena il “re delle intercettazioni” Giuliano Tavaroli, ex Carabiniere e capo della security di Telecom Italia. Insieme a lui viene coinvolto anche il suo amico Emanuele Cipriani, massone dichiarato e imprenditore nel settore delle investigazioni private e della security aziendale. Le indagini si infittiscono e vengono perquisiti gli uffici e le abitazioni private dei due, con l’accusa di Associazione a delinquere finalizzata alla violazione del segreto istruttorio.
L’inchiesta, che inizialmente sembrava un affare di secondo piano, comincia ad assumere scottanti ed imprevisti risvolti. Questo soprattutto grazie alla figura di Tavaroli, elemento cardine nell’universo Telecom, ma non solo. L’ex Brigadiere dell’antiterrorismo di Milano, infatti, oltre a dirigere la security di Telecom Italia, ricopre un altro, importantissimo, ruolo: responsabile del Centro Nazionale Autorità Giudiziaria (CNAG), ovvero dell’ente che gestisce tutte le intercettazioni richieste dalla Magistratura. A questo proposito, è assai importante ricordare che fu proprio il Tavaroli a spingere affinché questo delicatissimo incarico gli fosse affidato in prima persona, togliendolo dalla competenza dell’ufficio Legale Telecom di Roma.
Tavaroli e Cipriani per conto Telecom iniziarono una fitta sequela di intercettazioni illegali, pedinamenti, indagini bancarie su personaggi pubblici, della politica, dello sport, dello spettacolo, eccetera: un vero e proprio mega archivio illegalmente creato e conservato. Per capirci gli scandali Marrazzo, Lazio gate (Mussolini) e altro proveniva tutto da lì…
Ecco un altro brano tratto da JU29ro:
Dai giornali si apprende dell'esistenza di dossier su Corrado Passera (Banca Intesa), Cesare Geronzi (Capitalia e, ora, Mediobanca) e le sue figlie (una giornalista Mediaset, l’altra dirigente Figc), Franco Carraro (Presidente Figc e Medio Credito Centrale), Lorenzo Cesa (segretario UDC), Aldo Brancher (personaggio di spicco del partito “Forza Italia”), Roberto Calderoli (Lega Nord), Vincenzo Pozzi (Presidente ANAS). Oltre agli uomini di potere (l'elenco di cui sopra è parziale), gli spioni hanno esteso il “dossieraggio” anche a "voci" ritenute scomode, quali quelle del comico Beppe Grillo e dei giornalisti Marco Travaglio e Davide Giacalone. Ma la cosa forse più strabiliante è il ritrovamento di fascicoli riguardanti calciatori (Bobo Vieri, Adrian Mutu e Vladimir Jugovic), arbitri (Massimo De Santis) e dirigenti, sempre del mondo del calcio, quali Luciano Moggi e il ds del Messina, Mariano Fabiani”.
In tutto questo sporco gioco ci finisce quindi anche la Juve. Su espressa richiesta dell’Inter anche la Juve e i suoi dirigenti vengono messi sotto controllo.
Piccolo salto ai giorni nostri: avete per caso sentito in questi giorni di come stia proseguendo il processo Telecom? Ieri, 26 settembre 2012 ha deposto Cipriani e qualche settimana fa aveva fatto lo stesso Tavaroli ed entrambi hanno ribadito quanto appena scritto.
Nessuno (tranne gli accaniti juventini) lo sa, perché i favolosi media italiani non ne hanno parlato e non ne parlano.
Questo gruppo di potere è ancora così forte da gestire l’informazione e non solo, eppure si tratta di cose di importanza inaudita.
A tutto ciò accostiamo l’evoluzione di Farsopoli: un gruppo scelto di Carabinieri guidati dal maggiore Auricchio porta avanti le indagini che il Tribunale di Napoli sul finire dell’anno passato considererà lacunose, parziali e da verificare. Tradotto: degli uomini “fidati” hanno gestito le indagini nel tentativo di affondare la Juve, nonostante non esistessero telefonate compromettenti. Delle decine e decine di migliaia a disposizione ne trovano solo 21 “degne di nota” (tutte della Juve), le ritagliano come a scuola e fanno partire la gran giostra.
Ma non voglio entrare nei particolari. Resta il fatto che altre migliaia di intercettazioni riguardanti altre squadre vengono insabbiate.
La Procura di Napoli con Narducci e Beatrice in testa partono a testa bassa e comincia il processo a Moggi e alla Juve.
Nel frattempo saltano fuori le intercettazioni nascoste e a suon di migliaia di euro Moggi le acquista e le fa sbobinare.
Ma chi le ha insabbiate? Ancora non si sa e forse non si saprà mai e in quelle intercettazioni ci sono davvero cose gravi, ma commesse soprattutto da Inter e Milan.
La Juve presenta un esposto alla FIGC affinché prenda coscienza di quanto emerso. Il famigerato Palazzi (senza alcuna spiegazione e senza pagare alcuna sanzione) tiene per 18 mesi tale esposto nel cassetto e quando lo tira fuori redige una relazione nella quale ammette che sono emersi illeciti gravissimi da parte dell’Inter, meritevoli di radiazione (infrazione dell’ex art.6 del CGS) ma che non si può procedere per intervenuta prescrizione. Aveva tenuto l’esposto nel cassetto per diciotto mesi! Nessuno ha pensato bene di chiedere spiegazioni.
Ma torniamo a Telecom, perché il responsabile della Security Telecom si chiamava Adamo Bove. Leggiamo qualche riga dal Blog di Beppe Grillo:
E così Adamo Bove, 43 anni, il responsabile del sistema Radar di Telecom Italia, si è buttato, o lo hanno buttato, o lo hanno costretto a buttarsi da un ponte a Napoli. Un volo di 40 metri che non poteva lasciare scampo.
Il sistema Radar è al centro di un'inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla rivelazione di notizie riservate da parte della Procura di Milano.
Adamo Bove, responsabile della security governance di Telecom, non era indagato. Bove ha collaborato con la procura di Milano per il rapimento dell'iman Abu Omar ed ha contribuito a mettere sotto controllo Mancini del Sismi ed il generale Pignero.
La prossima settimana era previsto un suo incontro con i pubblici ministeri milanesi sulle intercettazioni e le possibili schedature degli utenti Telecom.
Lo stesso garante della privacy ha evidenziato "la scarsa sicurezza dei dati sul traffico cellulare".
Da Telecom è stato allontanato alcune settimane fa Tavaroli, ex responsabile della sicurezza di Telecom e di Pirelli, indagato dalle procure di milano per associazione a delinquere finalizzata alla violazione del segreto istruttorio.
Si dice, ma nessuno può provaro, che esistano dei fascicoli di persone potenti ma ricattabili.
Si dice, ma nessuno può provarlo, che ci sia dentro mezza Italia che conta. Una metà intercettata, l'altra metà intercettratrice. Credo che sia opportuna, e subito, una commissione parlamentare d'inchiesta che verifichi i legami tra il Sismi e la Telecom , che acquisisca, se esistono, i fascicoli delle intercettazioni e che operi in totale trasparenza verso il Paese. Prodi, se ci sei, batti un colpo.
Per evitare qualunque dubbio, tengo comunque a precisare che sono in buona salute, non soffro di depressione e che il pensiero del suicidio non mi ha mai sfiorato”.
Ricapitoliamo: Servizi segreti, media compiacenti, Carabinieri mercenari, istituzioni sportive di parte, Procure da santa Inquisizione, “suicidi” e quanto altro.
Ci sarebbe da dire tanto altro e magari me la cavo consigliando a tutti di leggere il libro di Giorgio Meletti “Nel paese dei Moratti” di Chiarelettere per capire chi sono questi signori.
Gente che risparmia sulla sicurezza in Saras (dove si continua a morire) pur di avere lo squadrone con tanti campioni.
Approfondite sull’aggiotaggio sulle azioni SARAS dei Moratti, azioni salite alle stelle pompate da JP Morgan e messe in vendita (il 38% dell’intero pacchetto detenuto dai Moratti) a un prezzo scandalosamente alto. I fratelli incassano un miliardo e 710 milioni e dal giorno dopo (letteralmente dal giorno dopo!) le azioni iniziano a crollare (-12%), tornando in breve al loro reale valore.
Ma quanto ci sarebbe da dire ancora.
Indovinate cosa hanno in comune i vari magistrati/PM Narducci, Beatrice, Palamara, Caselli, Boccassini? E il “grande” Ingroia?
Tutti sono coinvolti, in un modo o nell’altro nella caccia alla Juve. Ma è tempo di terminare, ricordando una cosa fondamentale: a tutt’oggi non esiste sentenza che abbia condannato la Juve. La stessa sentenza della CAF (quella che ci mandò in B) riporta nero su bianco che non vi furono partite truccate, arbitri corrotti, sorteggi taroccati (ma bisognava dar seguito al “sentimento popolare”, giuro, lo ha dichiarato Sandulli). Nulla di tutto ciò, così come il primo grado a Napoli: Juve innocente e Moggi condannato per “Tentativo di reato” (aveva troppi contatti e un atteggiamento strafottente, sembra incredibile ma per questi motivi lo hanno condannato).
Insomma dietro Farsopoli c’è molto di più ella Juve, c’è il marcio di questo paese che ci ha portato a livelli infimi e che oggi stiamo pagando.
Chi ha chiuso gli occhi su Farsopoli (per superficialità o per partigianeria) ha chiuso gli occhi sulla Verità e sulla Giustizia e ha accettato l’Italia dei Moratti e dei Tronchetti Provera.
Chi ha accettato Farsopoli non può e non deve scandalizzarsi dei vari Lusi, Belsito, Fiorito, della Polverini che non si dimette, della gente che fa la fila di notte per il nuovo Iphone5, perché ne è responsabile.
Se di fronte a una ingiustizia ci voltiamo perché è toccata a un altro, magari a un rivale, non ci lamentiamo se tale comportamento poi diventa la prassi, la normalità.
Allora si preferì puntare il dito su un club all’avanguardia e che era l’unico a non aver usufruito del decreto “spalma debiti” col quale si aiutarono tutte le società a diluire i propri debiti astronomici (mentre un povero cristo se non paga si ritrova gli ufficiali giudiziari in casa), dovuti a incapacità, avidità, disonestà.
Una sola squadra non ne usufruì: la Juve.
Una sola squadra già allora aveva il progetto stadio pronto per partire.
Un solo club aveva la squadra più forte senza dover chiedere i soldi agli azionisti.
Perciò non chiedetemi di non rompere i maroni. Questa battaglia l’ho cominciata a combattere anni fa e per me non è ancora finita.
Finché non vedrò in galera certa gente continuerò a combattere, perché credo sia importante per la Juve e per il mio paese.
Come posso rimanere inerte sapendo che i giornali dicono solo ciò che gli conviene e che sono uno strumento formidabile per distruggere qualcuno?
Come posso vivere tranquillo sapendo che i Carabinieri sono corrotti?
Come posso essere tranquillo sapendo che molte Procure lavorano non alla ricerca della Verità ma su commissione?
Come posso accettare che chi ruba, chi “suicida”, chi intercetta illegalmente sia considerato un grande industriale/finanziere al quale prostrarsi?
Perciò non lamentiamoci di questa Italia, perché è esattamente come l’avete voluta.

Marco Milani (Grimoaldo)


lunedì 3 settembre 2012

L'etica dell'Inter



Ci siamo, con la sentenza da poco emessa dai giudici di Milano che condanna Inter e Telecom a risarcire i danni a Bobo Vieri per averlo pedinato, intercettato e spiato illegalmente, la vicenda Farsopoli si arricchisce di un tassello fondamentale.
Sì, questa sentenza è di primaria importanza, perché rappresenta le fondamenta, le basi di tutta la teoria difensiva degli juventini di questi ultimi sei anni.
Questa sentenza rappresenta la conferma, ennesima, di quale sia lo spessore etico e morale della squadra di Milano, dei suoi dirigenti, dei suoi boss.
Questa sentenza dimostra che quei signori hanno calpestato leggi, rispetto, lealtà, onestà, per raggiungere i loro scopi e grazie a una accozzaglia di complici sparsi tra caserme, procure e redazioni sono riusciti a raggiungere lo scopo, inventare uno scandalo che non esisteva e togliere di mezzo la Juve.
Questa sentenza è la degna risposta allo striscione mostrato ieri a San Siro col quale gli interisti osannavano l’altro antijuventino per eccellenza, Zeman, inneggiando a un calcio pulito.
Sì, è davvero la risposta migliore: sputtanati in pieno.
Domani Moratti si farà circondare dai suoi giornalisti all’uscita dei propri uffici e dirà che è tutta una montatura, che loro sono onesti, che la Juve ruba e che chiederanno qualche altro scudetto di cartone, tanto a Roma ha delle aderenze, ha degli amici.
Amici fidati, tanto da far sparire dalle indagini partite quali Inter-Chievo o Inter-Lecce, sulle quali ci sono ben più che sospetti.
Moratti che difende Facchetti perché era un brav’uomo e che però, se proprio si dovesse accertare che l’Inter pedinava e spiava, è a lui che vanno addossate tutte le colpe, perché lui agiva in proprio. Un signore…
La sentenza di Milano dimostra che lo spionaggio industriale c’era, quello spionaggio per contrastare il quale Moggi comprò le schede svizzere.
Verità? Balla? Ognuno può pensarla come vuole, ma ora è sentenziato che Inter e Telecom sono colpevoli. Lo spionaggio (anche industriale), esisteva.
Ve lo ricordate il pensiero di Enzo Biagi su Farsopoli?
"Una sentenza pazzesca, e non perché il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perché costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome. Una sentenza pazzesca perché punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perché tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?".
Questo disse.
Tutto ciò che andiamo gridando da sei anni trova conferma in questa sentenza.
Questa è l’Inter. Questo è Moratti.
Moratti vuol dire Guido Rossi. Guido Rossi vuol dire Tronchetti Provera, Telecom, La7, Narducci, Auricchio.
La sentenza di Milano è fondamentale perché col copia e incolla hanno seguito la stessa procedura di Vieri i vari Moggi, De Santis, Pairetto, Bergamo, eccetera.
Tutti furono spiati, pedinati, intercettati. Per De Santis fu ancora peggio.
Uno dopo l’altro arriverà il turno di tutti. Non ci sarà la Juve, ambigua come la sua proprietà.
Furono spiati tanto quanto Moggi, ma non hanno chiesto alcun risarcimento.
Elkann, Elkann…
Forse la sentenza servirà anche a fare luce sul “suicidio” di Adamo Bove, “suicidio” al quale la famiglia non ha mai creduto.
“Continuiamo così, faccamoci del male” diceva Nanni Moretti e anche noi continuiamo così, a farci male, con una Federazione (in tutte le sue componenti) a novanta gradi di fronte ai boss che comandano e che indirizzano il calcio e non solo.
L’Inter è pulita, lo diceva Moratti, lo ha detto Ingroia.
L’ennesima sentenza ha dimostrato il contrario. L’ennesima e loro ancora si ergono a vergini e con loro la Federazione. Arroganti e meschini.
Palazzi archiviò la questione intercettazioni interiste. Ora c’è una sentenza a dimostrare che erano vere, gravissime e illegali.
Palazzi archiviò.
Oggi con Scommessopoli ha deferito anche le mosche che ronzavano sui campi (non tutti, non tutti, solo quelli segnalati), anche in assenza di prove, per congetture, de relato, per sentito dire.
Allora archiviò.
Palazzi è così; “pò esse fero e pò esse piuma…” mica dipende dalla verità, dipende da chi ha di fronte.


Marco Milani (Grimoaldo)







venerdì 24 agosto 2012

FIGC: è ora di finirla.




Ma di cosa altro c’è bisogno?
Perché si ponga rimedio a questa gestione ignobile dello sport italiano, c’è davvero bisogno d’altro?
Ancora una volta, inevitabilmente, inesorabilmente tutto torna. Ogni minimo tassello di questa sporca faccenda va al suo posto e si incastra alla perfezione.
Dopo l’astrusa condanna a Conte a dieci mesi c’è stata l’esternazione del già conosciutissimo Sandulli e molti sono rimasti di stucco.
Ma oramai dovremmo conoscerli bene questi signori e il loro modo di agire.
Sandulli è uno dei cavalcatori del “sentimento popolare” del 2006, allorché pur riconoscendo l’inesistenza di frodi, condannò Moggi e la Juve perché quello era il volere del popolo.
E ci sorprendiamo oggi che ripeta la stessa manovra? Sandulli sa che tre quarti d’Italia sono antijuventini e sa che il 90% di questi se ne fotte della giustizia e che gode nel vedere la squadra di Torino affossata con la truffa o con qualunque altro mezzo. Cosa fa allora? Urla a urbi et orbi che la Juve, ancora una volta, è stata favorita, è stata aiutata, perché Conte doveva beccarsi un illecito e non la semplice omessa denuncia. Ricordate tutti, ha praticamente ammonito, la Juve ha rubato anche stavolta.
E pensate che quelle frotte di trogloditi e di sottosviluppati che in gran parte formano il “sentimento popolare” sapranno autonomamente discernere il grano dal loglio?
Io ne ho già sentiti parecchi sposare la tesi di Sandulli…
Non basta. A Sandulli (viva Dio!) qualcuno ha fatto notare l’inopportunità del suo intervento (infrazione del comma 2, art.38 del titolo III del CGS) e si è corsi ai ripari.
Le motivazioni della condanna di Conte sono uscite a tempo di record, solo le sue.
Perché mai? Perché così la Juve può chiedere la sospensiva per poter schierare Conte in panchina in attesa del giudizio del TNAS.
Sai quanto saranno contente le avversarie della Juve? Sai le polemiche per il fatto che solo le motivazioni di Conte sono uscite?
Poi magari la tireranno per le lunghe e Conte riuscirà a “guadagnare” qualche settimana, ma intanto il messaggio che sarà passato sarà il solito.
Sempre le stesse strategie, gli stessi meccanismi messi in atto con Farsopoli, perfezionati e ora usati per Scommessopoli.
E le dichiarazioni di Petrucci? Ha gridato allo scandalo laddove ci si accanisce con Palazzi anziché con chi ha commesso illeciti e così fa di tutta l’erba un fascio (includendo anche Conte nel gruppone, ma di certo lui non intendeva ciò… vero?).
Questo dinosauro della politica esige rispetto per la giustizia sportiva e si dimentica che a Napoli, qualche mese fa, la Giustizia ordinaria ha sancito ufficialmente lo sbaglio commesso nel 2006, quando fu punita la Juventus.
Ci sono 444 milioni di richiesta di risarcimento in ballo…
Con quale faccia chiede rispetto per la giustizia sportiva?
I nomi e i volti sono sempre gli stessi, da anni. E da anni il sistema col quale agisce la santa inquisizione federale è lo stesso.
Nel 2006 hanno tirato su un baraccone di accuse costruito sul nulla e piano piano, anno dopo anno tutto è venuto giù.
Lo sapevano e si cautelarono con un “paracadute”, le SIM svizzere.
Cosa intendo? Lo sappiamo tutti, basta leggere la sentenza di Napoli: campionati regolari, tutto regolare, tutto, nessuna prova, nessuna.
E allora? Allora ci sono le SIM svizzere, che non sono intercettabili. Cosa? Ah, è comprovato che lo sono? Vabbè, ma noi non le abbiamo intercettate e ci risulta che Moggi le abbia usate con gli altri indagati. Cosa? Farvi vedere i tabulati? No, nessuna intercettazione e nessun tabulato, il buon Di Laroni compilò tutto a mano.
Non avevano nulla in mano, ma le SIM esistevano. Bastò questo per creare una prova determinante, un fattore astratto, un qualcosa impossibile da sconfiggere.
Ora hanno fatto lo stesso: Conte non poteva non sapere.
Come puoi confutare un qualcosa di intangibile, improvabile e quindi incontestabile, etereo come questa cosa, dal momento che è chi ti giudica che la pone come pregiudiziale?
L’assurda accusa relativa a Novara-Siena rischiava di essere talmente inopinata da far saltare il banco e così la FIGC (perché è inutile suddividerli per categorie, gradi,  compiti e/o incarichi, da Petrucci a Sandulli, passando per Palazzi sono sempre loro, uguali, una cosa unica, con un unico intento) ha deciso all’ultimo momento di far cadere l’accusa. Perché? Perché avevano il paracadute, anche stavolta, e si tratta di Albinoleffe-Siena, con la storia del “non poteva non sapere”.
Vaglielo a dimostrare che poteva non sapere. Come lo dimostri? Ancora una volta ce l’hanno fatta, essendo loro che giudicano e decidono; sono disposti anche a passare sopra allo stesso Mastronunzio che li sputtana.
Sono arroganti al punto da decidere che Mastronunzio non giocò perché punito da Conte, anche se lo stesso Mastronunzio gli dice che non è vero. Anche se le statistiche dimostrano che veniva utilizzato sempre meno. Anche se i documenti dimostrano che era infortunato.
La FIGC può. E se qualcuno prova a sollevare qualche dubbio sapete come risponde Abete? Da Palazzi ad Artico, da Mastrandrea a tutti gli altri Abete chiederà la loro riconferma.
Sarebbe un peccato rovinare un meccanismo ormai così ben oliato, così ben funzionante e così produttivo.
Tutto ciò non è una dichiarazione di guerra alla Juve. E’ di più. E’ lo spregio della Giustizia, è l’ostentazione del proprio potere marcio e corrotto che nessuno può e deve insidiare.
Alla faccia di chi dopo il 2006 ha chiesto di mettere una pietra su Farsopoli.
Oggi abbiamo la dimostrazione che senza chiarire e risolvere secondo Giustizia la porcata di Farsopoli nulla potrà andare avanti in modo pulito.
Dovevamo risolverlo allora, non fu fatto. Abbiamo tardivamente ripreso “il fascicolo in mano” e ora non bisogna fermarsi, bisogna ottenere quei milioni di risarcimento, bisogna punire chi ordì e gestì Farsopoli per poi passare a Scommessopoli e stanare i criminali.
E’ chiaro che bisognerà passare per la Giustizia Ordinaria, nazionale ed Europea.
E’ chiaro che servono i media, la politica, i poteri forti.
Mica per usurpare il trono. Solo per riportare la Giustizia e mandare a casa i tiranni.

Marco Milani (Grimoaldo)