FARSOPOLI
La più grande truffa sportiva e giudiziaria del secolo! Un gruppo di potere senza scrupoli, con l'aiuto di vari personaggi dei CC, della magistratura, dei media, hanno messo in piedi Calciopoli, sbarazzandosi della squadra e della società più forti di sempre. La verità però, piaccia o non piaccia (cit.), è venuta a galla...
sabato 15 settembre 2012
giovedì 6 settembre 2012
lunedì 3 settembre 2012
L'etica dell'Inter
Ci
siamo, con la sentenza da poco emessa dai giudici di Milano che condanna Inter
e Telecom a risarcire i danni a Bobo Vieri per averlo pedinato, intercettato e
spiato illegalmente, la vicenda Farsopoli si arricchisce di un tassello
fondamentale.
Sì,
questa sentenza è di primaria importanza, perché rappresenta le fondamenta, le
basi di tutta la teoria difensiva degli juventini di questi ultimi sei anni.
Questa
sentenza rappresenta la conferma, ennesima, di quale sia lo spessore etico e
morale della squadra di Milano, dei suoi dirigenti, dei suoi boss.
Questa
sentenza dimostra che quei signori hanno calpestato leggi, rispetto, lealtà,
onestà, per raggiungere i loro scopi e grazie a una accozzaglia di complici
sparsi tra caserme, procure e redazioni sono riusciti a raggiungere lo scopo,
inventare uno scandalo che non esisteva e togliere di mezzo la Juve.
Questa
sentenza è la degna risposta allo striscione mostrato ieri a San Siro col quale
gli interisti osannavano l’altro antijuventino per eccellenza, Zeman,
inneggiando a un calcio pulito.
Sì,
è davvero la risposta migliore: sputtanati in pieno.
Domani
Moratti si farà circondare dai suoi giornalisti all’uscita dei propri uffici e
dirà che è tutta una montatura, che loro sono onesti, che la Juve ruba e che
chiederanno qualche altro scudetto di cartone, tanto a Roma ha delle aderenze,
ha degli amici.
Amici
fidati, tanto da far sparire dalle indagini partite quali Inter-Chievo o
Inter-Lecce, sulle quali ci sono ben più che sospetti.
Moratti
che difende Facchetti perché era un brav’uomo e che però, se proprio si dovesse
accertare che l’Inter pedinava e spiava, è a lui che vanno addossate tutte le
colpe, perché lui agiva in proprio. Un signore…
La
sentenza di Milano dimostra che lo spionaggio industriale c’era, quello
spionaggio per contrastare il quale Moggi comprò le schede svizzere.
Verità?
Balla? Ognuno può pensarla come vuole, ma ora è sentenziato che Inter e Telecom
sono colpevoli. Lo spionaggio (anche industriale), esisteva.
Ve
lo ricordate il pensiero di Enzo Biagi su Farsopoli?
"Una sentenza pazzesca, e
non perché il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perché
costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non
proponibili in un procedimento degno di tal nome. Una sentenza pazzesca perché
punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito
da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave
moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perché tutto è uscito
fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la
lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma
non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver
messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo
di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare
in pasto al popolino?".
Questo
disse.
Tutto
ciò che andiamo gridando da sei anni trova conferma in questa sentenza.
Questa
è l’Inter. Questo è Moratti.
Moratti
vuol dire Guido Rossi. Guido Rossi vuol dire Tronchetti Provera, Telecom, La7,
Narducci, Auricchio.
La
sentenza di Milano è fondamentale perché col copia e incolla hanno seguito la
stessa procedura di Vieri i vari Moggi, De Santis, Pairetto, Bergamo, eccetera.
Tutti
furono spiati, pedinati, intercettati. Per De Santis fu ancora peggio.
Uno
dopo l’altro arriverà il turno di tutti. Non ci sarà la Juve, ambigua come la
sua proprietà.
Furono
spiati tanto quanto Moggi, ma non hanno chiesto alcun risarcimento.
Elkann,
Elkann…
Forse
la sentenza servirà anche a fare luce sul “suicidio” di Adamo Bove, “suicidio” al
quale la famiglia non ha mai creduto.
“Continuiamo
così, faccamoci del male” diceva Nanni Moretti e anche noi continuiamo così, a
farci male, con una Federazione (in tutte le sue componenti) a novanta gradi di
fronte ai boss che comandano e che indirizzano il calcio e non solo.
L’Inter
è pulita, lo diceva Moratti, lo ha detto Ingroia.
L’ennesima
sentenza ha dimostrato il contrario. L’ennesima e loro ancora si ergono a
vergini e con loro la Federazione. Arroganti e meschini.
Palazzi
archiviò la questione intercettazioni interiste. Ora c’è una sentenza a
dimostrare che erano vere, gravissime e illegali.
Palazzi
archiviò.
Oggi
con Scommessopoli ha deferito anche le mosche che ronzavano sui campi (non
tutti, non tutti, solo quelli segnalati), anche in assenza di prove, per
congetture, de relato, per sentito
dire.
Allora
archiviò.
Palazzi
è così; “pò esse fero e pò esse piuma…”
mica dipende dalla verità, dipende da chi ha di fronte.
Marco
Milani (Grimoaldo)
venerdì 24 agosto 2012
FIGC: è ora di finirla.
Ma di cosa altro c’è bisogno?
Perché si ponga rimedio a questa
gestione ignobile dello sport italiano, c’è davvero bisogno d’altro?
Ancora una volta, inevitabilmente,
inesorabilmente tutto torna. Ogni minimo tassello di questa sporca faccenda va
al suo posto e si incastra alla perfezione.
Dopo l’astrusa condanna a Conte a dieci
mesi c’è stata l’esternazione del già conosciutissimo Sandulli e molti sono
rimasti di stucco.
Ma oramai dovremmo conoscerli bene
questi signori e il loro modo di agire.
Sandulli è uno dei cavalcatori del
“sentimento popolare” del 2006, allorché pur riconoscendo l’inesistenza di
frodi, condannò Moggi e la Juve perché quello era il volere del popolo.
E ci sorprendiamo oggi che ripeta la
stessa manovra? Sandulli sa che tre quarti d’Italia sono antijuventini e sa che
il 90% di questi se ne fotte della giustizia e che gode nel vedere la squadra
di Torino affossata con la truffa o con qualunque altro mezzo. Cosa fa allora?
Urla a urbi et orbi che la Juve, ancora una volta, è stata favorita, è stata
aiutata, perché Conte doveva beccarsi un illecito e non la semplice omessa
denuncia. Ricordate tutti, ha praticamente ammonito, la Juve ha rubato anche
stavolta.
E pensate che quelle frotte di
trogloditi e di sottosviluppati che in gran parte formano il “sentimento
popolare” sapranno autonomamente discernere il grano dal loglio?
Io ne ho già sentiti parecchi sposare la
tesi di Sandulli…
Non basta. A Sandulli (viva Dio!)
qualcuno ha fatto notare l’inopportunità del suo intervento (infrazione del comma
2, art.38 del titolo III del CGS) e si è corsi ai ripari.
Le motivazioni della condanna di Conte
sono uscite a tempo di record, solo le sue.
Perché mai? Perché così la Juve può
chiedere la sospensiva per poter schierare Conte in panchina in attesa del giudizio
del TNAS.
Sai quanto saranno contente le
avversarie della Juve? Sai le polemiche per il fatto che solo le motivazioni di
Conte sono uscite?
Poi magari la tireranno per le lunghe e Conte
riuscirà a “guadagnare” qualche settimana, ma intanto il messaggio che sarà
passato sarà il solito.
Sempre le stesse strategie, gli stessi
meccanismi messi in atto con Farsopoli, perfezionati e ora usati per Scommessopoli.
E le dichiarazioni di Petrucci? Ha
gridato allo scandalo laddove ci si accanisce con Palazzi anziché con chi ha
commesso illeciti e così fa di tutta l’erba un fascio (includendo anche Conte
nel gruppone, ma di certo lui non intendeva ciò… vero?).
Questo dinosauro della politica esige
rispetto per la giustizia sportiva e si dimentica che a Napoli, qualche mese
fa, la Giustizia ordinaria ha sancito ufficialmente lo sbaglio commesso nel
2006, quando fu punita la Juventus.
Ci sono 444 milioni di richiesta di
risarcimento in ballo…
Con quale faccia chiede rispetto per la
giustizia sportiva?
I nomi e i volti sono sempre gli stessi,
da anni. E da anni il sistema col quale agisce la santa inquisizione federale è
lo stesso.
Nel 2006 hanno tirato su un baraccone di
accuse costruito sul nulla e piano piano, anno dopo anno tutto è venuto giù.
Lo sapevano e si cautelarono con un
“paracadute”, le SIM svizzere.
Cosa intendo? Lo sappiamo tutti, basta
leggere la sentenza di Napoli: campionati regolari, tutto regolare, tutto,
nessuna prova, nessuna.
E allora? Allora ci sono le SIM
svizzere, che non sono intercettabili. Cosa? Ah, è comprovato che lo sono?
Vabbè, ma noi non le abbiamo intercettate e ci risulta che Moggi le abbia usate
con gli altri indagati. Cosa? Farvi vedere i tabulati? No, nessuna
intercettazione e nessun tabulato, il buon Di Laroni compilò tutto a mano.
Non avevano nulla in mano, ma le SIM
esistevano. Bastò questo per creare una prova determinante, un fattore
astratto, un qualcosa impossibile da sconfiggere.
Ora hanno fatto lo stesso: Conte non
poteva non sapere.
Come puoi confutare un qualcosa di
intangibile, improvabile e quindi incontestabile, etereo come questa cosa, dal
momento che è chi ti giudica che la pone come pregiudiziale?
L’assurda accusa relativa a Novara-Siena
rischiava di essere talmente inopinata da far saltare il banco e così la FIGC
(perché è inutile suddividerli per categorie, gradi, compiti e/o incarichi, da Petrucci a
Sandulli, passando per Palazzi sono sempre loro, uguali, una cosa unica, con un
unico intento) ha deciso all’ultimo momento di far cadere l’accusa. Perché?
Perché avevano il paracadute, anche stavolta, e si tratta di Albinoleffe-Siena,
con la storia del “non poteva non sapere”.
Vaglielo a dimostrare che poteva non
sapere. Come lo dimostri? Ancora una volta ce l’hanno fatta, essendo loro che
giudicano e decidono; sono disposti anche a passare sopra allo stesso
Mastronunzio che li sputtana.
Sono arroganti al punto da decidere che
Mastronunzio non giocò perché punito da Conte, anche se lo stesso Mastronunzio
gli dice che non è vero. Anche se le statistiche dimostrano che veniva
utilizzato sempre meno. Anche se i documenti dimostrano che era infortunato.
La FIGC può. E se qualcuno prova a
sollevare qualche dubbio sapete come risponde Abete? Da Palazzi ad Artico, da
Mastrandrea a tutti gli altri Abete chiederà la loro riconferma.
Sarebbe un peccato rovinare un
meccanismo ormai così ben oliato, così ben funzionante e così produttivo.
Tutto ciò non è una dichiarazione di
guerra alla Juve. E’ di più. E’ lo spregio della Giustizia, è l’ostentazione
del proprio potere marcio e corrotto che nessuno può e deve insidiare.
Alla faccia di chi dopo il 2006 ha
chiesto di mettere una pietra su Farsopoli.
Oggi abbiamo la dimostrazione che senza
chiarire e risolvere secondo Giustizia la porcata di Farsopoli nulla potrà
andare avanti in modo pulito.
Dovevamo risolverlo allora, non fu fatto.
Abbiamo tardivamente ripreso “il fascicolo in mano” e ora non bisogna fermarsi,
bisogna ottenere quei milioni di risarcimento, bisogna punire chi ordì e gestì
Farsopoli per poi passare a Scommessopoli e stanare i criminali.
E’ chiaro che bisognerà passare per la
Giustizia Ordinaria, nazionale ed Europea.
E’ chiaro che servono i media, la
politica, i poteri forti.
Mica per usurpare il trono. Solo per
riportare la Giustizia e mandare a casa i tiranni.
Marco Milani (Grimoaldo)
venerdì 10 agosto 2012
LOTTA DURA
L’ennesimo atto di questa farsa è stato
scritto. Nessuna sorpresa, da un paio di giorni gli araldi della FIGC avevano
già diffuso la notizia della squalifica di Conte per dieci mesi e delle
assoluzioni di Bonucci e Pepe.
Ancora una volta totale assenza di prove,
un processo sommario, frettoloso, assolutamente iniquo. Stavolta se ne è
accorto anche qualcun altro oltre agli juventini, ma non è servito a nulla,
Palazzi è andato avanti per la sua strada e Artico ha messo il fiocco sul pacco
regalo. Sempre loro.
Leggere le motivazioni è come leggere
una commedia di Scarpetta: se non ci fosse un retro gusto amaro sarebbe da
sbellicarsi dal ridere.
Artico ritiene Carobbio attendibile
perché “aveva stima del tecnico”. Lo ha ammesso Carobbio… e come fare a
ribaltare una prova così schiacciante?
Ancora: tutti i presenti alla “riunione
tecnica” nella quale Conte parlò della combine
e che hanno giurato sulla falsità delle accuse di Carobbio hanno mentito ritenendo le loro dichiarazioni
“non siano attendibili, perché finalizzate a proteggere se stessi da una
contestazione disciplinare” (cit.).
Artico li ha smascherati! Sapevano e non
hanno parlato, anzi, hanno mentito per timore di subire punizioni. Voi direte,
quanto gli hanno dato? Omertosi e bugiardi… almeno tre anni, a tutti.
Niente. Tutti i presenti (a parte quei
tre-quattro che interessavano) non sono stati neanche deferiti. Spettacolo!
Bonucci è stato a un passo dallo
smettere di giocare per via dei tre anni e mezzo chiesti inizialmente da
Palazzi, salvo essere smentito dai fatti e tentare in extremis la carta del
patteggiamento. Vergognoso. Se ne è fottuto della innocenza di Bonucci, lui
voleva solo portare a casa una mini vittoria. Palazzi ha dato l’ennesima
dimostrazione del suo spessore di magistrato e di uomo.
E potrei continuare per ore, .
Allora veniamo al punto. Questa è
gentaglia, messa lì proprio per fare ciò che ha fatto e non lo scopriamo ora.
Dal 2006 a oggi, spalleggiati da certa stampa addetta a rinfocolare il
“sentimento popolare”, non hanno fatto che darci contro.
Farsopoli è stato il loro capolavoro. Con
le intercettazioni saltate fuori dal cilindro hanno avuto mille occasioni per
fare giustizia e non solo non l’hanno fatta ma hanno continuato a menare di
brutto. Potevano punire l’inter per le porcate (vere, attestate!) che ha fatto
e cercare una pacificazione, ma non l’hanno fatto.
La lezione non ci è servita? A Via
Ferraris non vogliono proprio capirla.
Se ripenso al patteggiamento imposto a
Conte (quello dei tre mesi, rifiutato da Artico) mi cascano le braccia.
Questa gentaglia merita solo una lotta
dura, all’ultimo sangue.
Ma quali tavoli della pace, quali
“avvicinamenti”, questi vanno combattuti fino alla fine. Inter e Milan stanno
tirando il fiato dopo anni di spese pazze. Vedrete che nei prossimi due, tre
anni saranno rimpiazzati dalla Roma.
Hanno Baldini, hanno preso Zeman, hanno
potere politico, hanno in mano il CONI, la redazione sportiva della RAI,
vedrete che fin dalle prossime settimane una nuova crociata sarà indetta contro
di noi. Prepariamoci.
Cosa fare allora?
Le possibilità sono tre. La prima,
affascinante ma improponibile sarebbe quella suggerita da molti sui vari forum e
cioè di lasciare il campionato italiano e trasferirsi altrove.
Come già detto, affascinante ma inattuabile.
La seconda è chiudere baracca e
burattini e uscire dalla giostra. Altrettanto impraticabile, ci sono centinaia
di milioni in ballo, ma soprattutto una storia e una tradizione da difendere, impossibile
solo da pensare.
Rimane la terza via: restare nel campionato
italiano.
Sì, ma non come fatto fino adesso.
Questi loschi individui vanno combattuti, non compiaciuti.
Cosa fare quindi?
Diventare competitivi nell’informazione.
Non è possibile che gli altri utilizzino giornali e giornalisti corrotti per
diffondere le loro verità e noi non si sia in grado neanche di difenderci.
Silenzio stampa e ostracismo verso
quelle testate nemiche o che ospitano nostri nemici senza concederci
contraddittorio o replica.
Basta coi Bartoletti che sputano veleno
senza doverne pagare le conseguenze.
Perseguire chiunque diffami
l’onorabilità della Juve o dei suoi tesserati.
Ridurre al minimo i contatti con FIGC e
CONI.
Continuare con forza e determinazione
sulla strada del risarcimento danni, pubblicizzando la cosa ovunque, così come
le tre stelle, esposte ovunque, ribadite ovunque, sempre, perché sono vere e
tutti debbono vederle.
Finanziare opere letterarie che parlino
di Farsopoli, aiutare chi può realizzare un documentario dove si mostri
finalmente la verità, su Farsopoli e sul dopo Farsopoli, dal quale non siamo
ancora usciti.
Deve essere un muro contro muro. Lavorare
per mettere uomini non nostri ma semplicemente onesti al posto di quelli
attuali, laddove conta.
FIGC e CONI non possono rimanere nelle
mani di questi Don Rodrigo da strapazzo che a loro volta pongono nelle mani dei
loro bravi la vita degli altri!
Si risponda a tono, sempre, sbattendogli
in faccia la nostra onestà e la loro laidezza.
Abete riconobbe deferentemente a Moratti
il diritto di lamentarsi e di “andare oltre” allorquando uscì la relazione
Palazzi sulle malefatte interiste.
L’altro giorno lo ha fatto Agnelli e
Abete è andato su tutte le furie minacciando chissà che.
Per quanto dobbiamo sopportare ancora?
Lotta dura, basta trattare, questa
gentaglia va combattuta senza “se” e senza “ma”.
Sono tutte cose già dette, basta
scorrere gli articoli di questo sito scritti mesi addietro, ma non sembra che a
Via Ferraris se ne siano accorti.
C’è voluto l’onore di Bonucci e Conte
per far emergere la juventinità.
Ancora patteggiamo? Ancora ci
intratteniamo con questi pendagli da forca?
Trattiamoli per quello che sono.
Lotta dura, altrimenti si soccombe.
Grimoaldo
Leo Bonucci juventino vero
Leonardo Bonucci, juventino vero.
Non si patteggia con la mafia.
Grande Leo, che a Via Ferraris prendano esempio da te.
Grazie.
martedì 10 luglio 2012
La Crociata dei Pezzenti
Scommettiamo che la Juve quest’anno
ruberà lo scudetto alla Roma?
Scommettiamo che l’annata 2012-2013
rimarrà scolpita nelle menti dei “lupacchiotti” come uno dei più grandi furti
nella storia del calcio?
Al livello de “Er go’ de Turone”.
No, non sono un indovino, tanto meno
sono addentro agli ambienti romanisti (non sarei neanche vaccinato), si tratta
semplicemente di un film già visto.
E’ storia vecchia e senza scomodare Vico
coi suoi corsi e ricorsi storici, non fatichiamo affatto a riconoscere i
prodromi di una nuova campagna zemaniana.
La situazione è assolutamente
intellegibile: Zeman torna a Roma e come lui stesso ha detto, sarà
probabilmente la sua ultima chance di allenare una grande squadra. A Roma c’è
chi lo ama e c’è chi lo odia, un po’ come tutte le città nelle quali ha
allenato.
Anche questo è facilmente spiegabile:
gioca all’attacco e così affascina e illude molti; ma essendo molto limitato
per tutto il resto, non riesce a concludere una stagione vincendo e così i
tifosi meno ingenui e più pretenziosi, esaurita la pazienza, prendono ad
odiarlo perché inconcludente.
E non mi si prenda ad esempio Pescara
perché io mi riferisco al calcio di alti livelli, dove ti scontri almeno con
tre-quattro squadroni di caratura europea.
Ma torniamo alla Roma.
Zeman sa benissimo che le cose non
andranno molto diversamente anche quest’anno e forse il prossimo (se non lo
avranno già cacciato, magari dopo aver preso sei o sette gol da una diretta
concorrente) e così si porta avanti col lavoro.
Come Pietro l’eremita nel 1096, ha
iniziato ad arringare la plebaglia, i poveracci (qui intesi come poveracci del
calcio, che praticamente non hanno mai vinto un cavolo), gli eterni sconfitti;
li sta inquadrando per bene e per quando comincerà il campionato avrà bell’e
pronto un esercito di pezzenti pronto a scagliarsi sul nemico.
Zeman è davvero grottesco e paradossale,
ma ancora di più lo sono giornali e giornalisti, perché mai come in questo caso
si sono dimostrati faziosi e partigiani.
Il gioco di Zeman è chiaro come il sole e
se non ci possiamo aspettare che qualche tifoso romanista metta le cosa in
chiaro, magari pretendendo i risultati prima di avere già il colpevole a
portata di mano, deontologia, correttezza e lealtà lo esigerebbero dalla
categoria dei giornalisti.
La risposta purtroppo sta tutta nei
titoloni del Corriere dello Sport di questi giorni, coi quali il giornale
sportivo di Roma è già sceso al fianco del boemo, pronosticando squalifiche e
chissà cos’altro nei confronti di Conte, cercando fin d’ora il casus belli.
Si parla tanto di fair play, di bisogno
di onestà, di chiarezza nel calcio e nessuno apre bocca di fronte ad un gioco
sporco e scorretto che non tarderà a produrre gravissimi esiti, perché la
storia ce lo insegna che dagli oggi, dagli domani, il dramma poi salta fuori.
Nessuno che abbia il coraggio/onestà di
puntare il dito e magari raccomandare al boemo di stare zitto e pensare a casa
sua e che non è il caso di parlare degli scudetti della Juve aizzando vecchi e
mai sopiti odi.
Petrucci cosa fa? Il Presidente del CONI
così lesto che stava per appropriarsi di una vittoria agli europei senza averne
alcun merito presentandosi in TV a fare lo smargiasso e che predica tanto di
pulizia e lealtà sportiva, perché non bacchetta lo pseudo-allenatore?
Forse perché è il mister della sua Roma,
della quale fu anche presidente anni addietro?
Oltre tutto Zeman non è nuovo a questi
sotterfugi. Non dimentichiamo che tutto il processo doping (durato anni, con
enormi spese per la collettività e poi conclusosi come una bolla di sapone)
nacque dalle sue dichiarazioni, mentre la sua Rometta se la passava molto male,
coi tifosi urlanti avvinghiati ai cancelli di Trigoria e Sensi che rischiava la
vita anche solo a mettere il naso fuori dalla finestra.
Zeman fu allora davvero scaltro:
individuò il soggetto sul quale riversare l’odio montante in quel momento e le
orde di pezzenti (continuando nel parallelo con la crociata…) ebbero la
Juventus quale capro espiatorio.
Il maledettamente famoso “sentimento
popolare” grazie al quale hanno potuto commettere le più nefaste porcherie in
ambito giuridico e giuridico/sportivo, fece con Zeman un salto di qualità
enorme.
Anche con Farsopoli si sono visti i
risultati: le porcate le hanno fatte gli altri ma noi abbiamo pagato.
Zeman è solamente scaltro, non ha altre
grosse qualità tecniche.
Basterebbe riguardarsi la sua
deposizione in aula, quando, persino nella capitale della comicità, patria di
Totò e De Filippo, riuscì a far ridere tutti con la sua incapacità a farsi
capire e a mettere da parte il proprio egocentrismo. Fu davvero penoso.
Nessuno interviene, neanche la Gabanelli
col suo Report, che tempo fa addirittura gli dedicò un servizio trattandolo
come il nuovo messia.
Come può sfuggire questo evidente e
pericoloso atteggiamento del boemo agli occhi di chiunque sia anche solo un
poco onesto?
Per il proprio interesse personale non
esita a gettare benzina sul fuoco; per garantirsi qualche mese di tranquillità
prima che qualche sonora batosta come solo lui sa prendere lo metterà per
l’ennesima volta con le spalle al muro, non si fa scrupoli nel rinfocolare
vecchi odi e chissenefrega se qualcuno ci lascerà le penne.
Davvero una crociata dei (da) pezzenti…
Grimoaldo (Marco Milani)
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