FARSOPOLI

La più grande truffa sportiva e giudiziaria del secolo! Un gruppo di potere senza scrupoli, con l'aiuto di vari personaggi dei CC, della magistratura, dei media, hanno messo in piedi Calciopoli, sbarazzandosi della squadra e della società più forti di sempre. La verità però, piaccia o non piaccia (cit.), è venuta a galla...

martedì 8 novembre 2011

In attesa della sentenza...


Ormai ci siamo, stasera alle venti (se non prima...) la Casoria leggerà la sentenza del processo Farsopoli.
Dopo cinque anni di lotte, di notti insonni, di articoli, di battaglie contro il mondo è giunto finalmente il momento.
Non sono preoccupato, ma non ho idea di come si comporteranno i due giudici a latere.
Non ci resta che attendere...
Grimoaldo

domenica 6 novembre 2011

Cari interisti...



Cari interisti, in questi ultimi giorni mi sono dedicato a cercare di comprendere meglio il motivo di tanta cieca ottusità e l’ho fatto con voglia di capire, senza malizia, senza alcuna velleità di vendetta.
Sì perché, per quanto una fede calcistica possa ottenebrare la mente, si è pur sempre degli esseri pensanti, dotati di raziocinio, che magari il giorno dopo vanno a votare, scegliendo (anche loro) le sorti di un paese.
Mica robetta!
Il  tifo può velare la vista in un attimo particolare, quando un maldestro giocatore della propria squadra calcia alle stelle un pallone a un metro dalla porta, ma è un momento… appunto.
Oppure può accadere nel bel mezzo di una discussione infuocata, ma poi si torna a casa, ci si calma e si recuperano le facoltà mentali. Di solito.
Qua l’affare è ben diverso.
Nel 2006 scoppia Farsopoli, ma allora anche molti juventini (ahime) crederono alle bugie riportate su tutte le prime pagine e come notizia di apertura di tutti i telegiornali.
Possedendo/gestendo i media ci vuole poco.
Ma nei mesi successivi di novità sconvolgenti ne sono uscite fuori tante. Perché ancora oggi, cari interisti, vi ostinate a tapparvi le orecchie e sbattete i piedi a terra cantilenando ad alta voce per non prenderne atto?
La risposta l’ho trovata e fondamentalmente è una duplice risposta.
Prima: l’homo italicus è notoriamente “dietrologo” nel senso che è sempre colpa di qualcun altro; che “chissà chi c’è dietro” oppure “in alto non vogliono” e così via.
L’interista rappresenta l’elite di questa specie.
Anche se potreste non crederci, lo dico senza nessuna ironia.
Il calcio è senza dubbio l’interesse che maggiormente coinvolge gli italiani e li coinvolge a tal punto che spesso e volentieri diviene l’interesse supremo, che sovrasta ogni altra cosa.
Se all’estero questa cosa è riscontrabile in sparute minoranze, in Italia riguarda invece una larga fetta della popolazione.
Pertanto, dopo decenni e decenni in cui la costante è stata una squadra con la maglia a strisce bianconere sempre lassù, magari non sempre prima ma comunque ogni anno immancabilmente lassù a giocarsela, era inevitabile che sorgesse spontanea la granitica certezza nei soliti perdenti, di un qualcosa di subdolo e malefico che si annidava e si annida sottotraccia e che non ha mai permesso loro di vincere come meritavano.
Tale convinzione è penetrata profondamente negli animi degli antijuventini tanto da divenire verità sacra, nel loro intimo.
Una per volta varie squadre si sono affacciate ai vertici del campionato (frutto di un paio di stagioni fortunate)e uscite sconfitte dalla squadra che lassù ci vive, non hanno saputo darsi altra spiegazione se non che “gliela avevano rubata”.
Mi ricordo il Vicenza, il Perugia, la Fiorentina, il Verona, la Roma, e così via.
L’homo italicus è giunto pertanto ad una conclusione: “dopo tanti anni arrivo lassù una volta e invece di vincere io, vincono sempre gli stessi, i soliti… qualcosa non va, hanno ragione quelli che dicono che c’è del marcio…”.
L’elite nerazzurra è andata oltre: “noi, grande e gloriosa squadra, dovremmo vincere come loro, invece no. Come mai? Rubano, facile”.
Ecco perché, nell’animo di milioni di italiani una sorta di vigliaccheria mista ad antisportività si è allocata stabilmente, accettando come spiegazione ai propri annosi fallimenti, il fatto che un avversario semplicemente più forte (come società, dirigenza, giocatori, allenatori) non vinceva perché tale, ma perché corrotto e corruttore.
Comodo, no? Io incapace? Disorganizzato? Inferiore? Assolutamente no! Io dovevo vincere ma la Juve ha rubato.
Ecco, moltiplicate questo meschino atteggiamento per decenni e decenni e si arriva dritti dritti al 2006, quando sulla scena irrompono personaggi senza scrupoli, non vogliosi di far trionfare la verità (non gli conveniva…), ma di crearne una parallela, falsa ma credibile (se supportata da media, magistrati, politici, finanzieri, eccetera…).
Ma torniamo all’homo italicus.
In questo senso il suo atteggiamento è comprensibile (non condivisibile).
Una vigliaccheria insita nel proprio animo di atavica memoria li ha portati, ancora oggi (!) a non considerare la realtà, ormai chiara come il sole, ma a barricarsi dietro la loro cieca ottusità, per cui, in soldoni, il loro discorso è: “vi abbiamo fregato nel 2006; siamo riusciti a far dichiarare dalla FIGC che rubavate; vale quello e tutto ciò che è uscito fuori dopo non conta”.
Vigliaccheria, pusillanimità, meschinità, nulla di più, di questo si tratta.
E veniamo alla seconda risposta che mi sono dato e che non riguarda tutti gli interisti, ma una gran parte.
La disonestà.
Una parte di loro è autenticamente ottusa e cieca, ha preso come oro colato la truffa del 2006 e non ha voglia/interesse di sapere altro.
Ma c’è l’altra parte, assai numerosa, quella dei disonesti, coscienti di esserlo ma ancora fiduciosi che giudici amici, giornali compiacenti, televisioni servili, magistrati “solerti”, forze dell’ordine “distratte”, possano aiutare la causa.
Sono tanti e la cosa che rattrista maggiormente è che quasi tutti i vip ne fanno parte.
Più sono famosi e importanti e più si accaniscono.
Ultimo in ordine di tempo Gianni Riotta, giornalista che ha bazzicato un po’ tutti i giornali e i telegiornali del globo terracqueo e che ha rilasciato una intervista ad un sito interista, rimestando nel torbido, rivendicando lo scudo del 2006, rinfocolando gli animi già esasperati.
31 ottobre 2011! Riotta rivendica lo scudetto mentre negli stessi giorni la Plateo testimoniava nel processo Telecom circa lo spionaggio illegale ordinato da Moratti e Tronchetti Provera…
Come definirla se non disonestà?
Irresponsabile disonestà, perché così scalda gli animi, prepara gli interisti alla sommossa allorché, inevitabilmente, i giudici di tutti i procedimenti in corso diranno la stessa cosa:
a rubare era l’inter, i suoi dirigenti hanno ordito un complotto illegale basato su intercettazioni illegali, avvalendosi di aiuti altrettanto illegali, di forze dell’ordine, magistrati, stampa e politici.
In fondo si è trattato di una storia tipicamente italiana, basata sulla cieca ottusità, sulla vigliaccheria e sulla disonestà. Ecco perché c’è l’inter come protagonista.

Grimoaldo  

sabato 5 novembre 2011

Believe in her.

Un tifoso norvegese ha scritto una canzone sulla Juve che è pura poesia.

ASCOLTATELA!!!

http://www.youtube.com/watch?v=l7U1VcWBnXA


Believe In Her (melody and lyrics by Gisle Grimstad)


A graceful lady dressed in black and white
was disgraced in the shadows by diabolical knights
They stripped her of her jewlery
and forced her down
as the black and blue vulture just stole her crown.


And I, I do believe in her
I do believe
Her heart is pure
And I'll never give up on her
She'll stay in my heart, forever more
That's for sure


The witchhunt caused her pain
She was in agony
Il Professore just barely survived you see
Her back against the wall
her feet tied tightly to the floor
A group of heroes untied her and opened the door


And they, they do believe in her
They do believe
Her heart is pure
And they'll never give up on her
They'll stay in our hearts, forever more
That's for sure


Il numero dieci, Pinturicchio
Il capitano, nostro bandiera, Il fenomeno vero
He never lets her down
He always stays there by her side
A true champion
who saved her, as she was caught by the tide


And he, he does believe in her
He does believe
Her heart is pure
And he'll never give up on her
He'll stay in our hearts, forever more
That's for sure


The old lady stands tall (Forza Juve, Forza Juve!)
Once again she's the queen of the ball
(Forza Juve, Forza Juve!)
Now she's gonna beat them all
She's gonna beat them all


And we, we all believe in her
We all believe
Her heart is pure
And we'll never give up on her
She'll stay in our hearts, forever more
That's for sure 

giovedì 3 novembre 2011

La crisi economica spiegata con Farsopoli...




Più di una volta, in questi lunghi cinque anni, mi sono sentito dire frasi del tipo: “ma con tutti i problemi che ci sono, ancora andate dietro a Farsopoli?”; oppure: “ma basta con queste sciocchezze” o peggio ancora.
Oggi stiamo vivendo un momento davvero difficile, la crisi mondiale non molla la presa e ogni giorno di più si sente parlare di default e di fallimento.
Beh, non ci crederete, ma proprio in questo momento sento ancora più forte il bisogno di parlare di Farsopoli!
No, non sono un bastian contrario, tanto meno un insensibile che non ha a cuore il bene del proprio paese.
Tutt’altro.
Voglio parlarne sia perché ci trovo fortissime analogie, sia perché Farsopoli spiega perfettamente il disastroso livello economico e sociale nel quale l’Italia si trova oggi.
Sì, avete capito bene, Farsopoli è la chiave per capire la nostra pessima situazione.
Andiamo con ordine: le analogie.
Io ho lavorato fin da ragazzo, ho sempre rispettato le leggi, ho pagato contributi su contributi, seguendo l’esempio di mio padre e oggi mi vengono a bussare alla porta e mi dicono che sto fallendo.
Mi dicono che i tempi sono brutti, che dovrò fare molti sacrifici, e che non si sa se ce la farò.
Io. Ma che ho sbagliato, io? E con me milioni di italiani.
Le borse decidono “l’andamento dell’economia”. Le banche si arricchiscono sempre più, investono in titoli spazzatura, sprecano miliardi su miliardi e quando gli si presenta il conto chiedono e ottengono la ricapitalizzazione.
E io devo fare i sacrifici, sennò fallisco…
Stesso discorso per Francia e Germania. Ci tengono per le palle, ma sono le loro banche ad essere piene di titoli di stato greci e così ci mostrano al mondo come sull’orlo del fallimento per rimanere loro in penombra e gestire il tutto con maggior vantaggio.
Farsopoli che c’entra? voi direte…
Oggi sappiamo che la Juve non faceva nulla di male. Sappiamo che erano ALTRI e barare, ad intercettare, a deviare le indagini, a pedinare, a truccare.
E cosa è successo? Poteri forti (e corrotti) assieme ai media hanno imbastito la più grande truffa del secolo e così, chi veramente barava si è ritrovato lo scettro del comando e del potere in mano e chi era davvero bravo è andato all’inferno.
Vabbè, dirà sempre il solito, ma a parte le analogie che altro c’è?
C’è, c’è molto.
Un paese lo si può ritenere sano quando la grande maggioranza del proprio popolo è tale.
Lo si può ritenere onesto quando i vertici che dirigono economia, politica, giustizia, informazione, si comportano con onestà, dando l’esempio a tutti, indicando la via da seguire.
Lo si può considerare pulito, quando non esistono segreti, complotti, verità nascoste.
Un paese lo si può considerare Nazione, quando è in grado di correggere, guarire i mali che insorgono al suo interno, avendo il coraggio di estirparli, rendendo i propri “sudditi” orgogliosi di appartenervi.
Con Farsopoli cosa abbiamo avuto?
Un gruppo di potere molto forte (Moratti, Tronchetti Provera, Montezemolo, ecc.) ha deciso di impadronirsi del giocattolo calcio (badate bene, non interso come il semplice sport che prevede di dare calci ad un pallone, ma una delle maggiori “aziende” del nostro paese) ed ha imbastito Calciopoli.
Ma non sono partiti dal nulla.
Tronchetti Provera aveva in mano la Telecom e l’ha usata per intercettare illegalmente migliaia di persone in tutti i campi, affidando ai propri “investigatori” il compito di pedinare, spiare e relazionare sulle loro vite.
Non lo dico io, lo dice il processo Telecom già arrivato a sentenza.
Quindi: alcuni dei maggiori industriali italiani (!), legati sia dalla passione per la stessa squadra che da altri interessi, hanno deciso di utilizzare mezzi illegali per cambiare le carte in tavola.
Una volta raccolte centinaia di migliaia di intercettazioni hanno incaricato i media di iniziare una campagna denigratoria nei confronti dei loro obiettivi.
I maggiori giornali italiani hanno obbedito!
Ma come è stato possibile? Non c’erano le forze dell’ordine e i politici a sorvegliare? E la magistratura?
Vediamoli uno per uno.
Le forze dell’ordine. L’operazione off side viene affidata all’allora maggiore dei CC Auricchio e alla sua squadra.
Questi cosa fanno? Mettono sotto intercettazione numerosi telefoni, raccolgono circa 170.000 telefonate (per la sola Farsopoli), ne estrapolano una trentina, da queste ne estrapolano a loro volta degli spezzoni e un poco per volta le passano ai giornali.
I giornali (la Gazzetta dello Sport primo fra tutti) mettono addirittura a disposizione alcuni propri giornalisti per collaborare alle indagini e così “nascono” le famose informative dei CC, sulle quali si baserà tutta la truffa.
Ricapitoliamo: industriali, media e carabinieri. Chi manca? I politici.
Si era ai tempi del governo Prodi e il ministro dello sport era quell’altro grande esempio di capacità e inventiva della Melandri.
Prodi si affrettò a comunicare al paese che “erano avvenuti fatti delittuosi gravissimi” e la Melandri ordinò (!) che tutto venisse risolto condannando i colpevoli in tempi rapidissimi. E così fu fatto.
Ma è possibile che neanche un magistrato subodorò nulla?
Altro che subodorare!
Esistono le dichiarazioni di Borrelli rilasciate alla commissione giustizia del Senato nel settembre del 2006 dalle quali emerge che l’ex procuratore capo di Milano aveva indicato una serie di filoni investigativi da seguire, perché il “marcio” (che poi marcio non era…) non stava solo dalla parte bianconera.
La procura di Napoli, che aveva avviato le indagini, di tutto il materiale a disposizione ne consegnò solo una parte (indovinate quale?) agli investigatori federali, tenendo per sé decine di migliaia di intercettazioni.
Così (e solo così) fu possibile dare avvio a Farsopoli.
Riassunto brevemente il tutto però, ho sentito la forte sensazione che qualcosa ancora mancasse poi, ho capito cosa fosse.
La gente, il popolo, gli italiani.
Meschini come i loro dirigenti.
D’accordo, ci hanno fatto credere a Calciopoli e per poco ci erano pure riusciti.
Poi però le cose hanno cominciato a non quadrare. Sono uscite fuori le telefonate nascoste, le connivenze, le porcate, le furberie, le truffe, le complicità.
Lo stesso procuratore federale che aveva aderito al piano condannando la Juve a suo tempo (considerato allora bravissimo) temendo di andarci di mezzo ha recentemente dato il suo parere anche sull’inter, ritenendola ancor più colpevole della Juve. Di colpo è diventato un idiota che non capisce niente.
In nome di un odio calcistico, il 99% degli antijuventini ha fatto come i personaggi finora descritti, ha schiacciato in fondo ma proprio in fondo la propria coscienza, ha accettato il ladrocinio, l’imbroglio, la disonestà e ha fatto (e fa) finta di niente.
Reati e illeciti sportivi chiari come il sole, ancora oggi vengono sminuiti, ignorati, ritenuti non rilevanti.
I processi che vedono inquisito Moggi uno dopo l’altro hanno rivelato che non aveva commesso nulla di illegale e/o illecito, anzi!
Hanno portato alla luce come sono andate veramente le cose.
A Milano c’è un magistrato (Boccassini) che si rifiuta tenacemente di mostrare il “modello 45” che compilò a suo tempo quando qualcuno dell’inter si recò in Procura.
Per chi non conosce i fatti suonerà insignificante, invece è una cosa abnorme. Ancora oggi quel documento non è accessibile!
Come non vedere che c’è del marcio?
Come non vedere che chiamare Guido Rossi a gestire quei momenti era un colossale imbroglio?
Come fa la gente a non scandalizzarsi vedendo (col processo ancora in corso) Moratti (allora testimone e parte fondamentale di Farsopoli) incontrarsi con Narducci (PM del processo) e con Auricchio (il maggiore che aveva svolto le indagini-truffa)?
Da saltare sulla sedia! Invece niente.
E’ di ieri poi la testimonianza della Signora Caterina Agata Plateo nel processo Telecom.
Ha confermato che la azienda in questione, su ordine di Tronchetti Provera, intercettò illegalmente tante persone e fra queste anche i vertici della Juve configurando un vero e proprio spionaggio industriale (Tronchetti era allora nel CdA dell’inter!).
Lo sapevamo già, ma detto sul banco di un tribunale fa un effetto diverso.
Ci sono le prove. La Plateo era la segretaria di Adamo Bove, colui che gestì un team interno alla Telecom dedito alle intercettazioni, utilizzando sofisticati sistemi.
Adamo Bove “fu suicidato” nel 2006, quando scoppiò lo scandalo. Sapeva troppo e soprattutto era una persona scomoda.
Se avete letto fin qui vi chiedo di andare avanti e linko un paio di siti che vi lasceranno senza parole.
Ma soprattutto c’è quest’altro, del 2008, da pelle d’oca per l’enormità della questione: http://www.pressante.com/index.php?option=com_content&task=view&id=788&Itemid=54.
Bene, siamo alla fine. Quale è la morale quindi?
La morale è che siamo un paese marcio, governato da gente marcia e guidata in tutti i settori da gente marcia.
Anni di questa elite hanno portato i “sudditi” ad emulare e così anche il popolo è marcio.
Ecco perché la crisi economica e sociale di questo paese la si può spiegare con Farsopoli.
Se i vertici industriali, politici, giuridici, dei media, della sicurezza sono tutti corrotti tanto da creare Farsopoli  che speranze abbiamo?
Se una persona qualunque vede il procuratore capo di Napoli pressare il presidente del tribunale affinché sostituisca la giudice Casoria con una altro giudice più “gradito” e non si scandalizza, che speranze abbiamo?
E se i media sanno di tutto ciò e non ne parlano, che speranze abbiamo?
Perciò la prossima volta, se qualcuno vi dirà che Farsopoli è una stupidaggine in confronto a tanti altri problemi vi prego, anche da parte mia, mandatelo affanculo!

Ps Quando ce vò, ce vò…

Grimoaldo (Marco Milani)



domenica 30 ottobre 2011

La differenza...


Questo era uno dei tanti striscioni preparati dagli interisti per il match con la JUVE.
Ce ne erano altri anche peggiori, inneggianti all'Heysel (chissà se Abete se ne è accorto...).


Noi non auguriamo la morte al presidente Moratti. E' questa la differenza.

ps Anche perché poi, chi ce li dà tutti i soldi dei risarcimenti in arrivo?

sabato 29 ottobre 2011

FIGC - JUVENTUS 1-2


FIGC - JUVENTUS 1-2


La cricca FIGC ormai prende schiaffoni da tutte le parti, anche sul campo.

Non basta l'Alta corte del CONI che vuole vederci chiaro sul comportamento della cricca; non basta che a Napoli sta per arrivare la sentenza che rivelerà al mondo la verità su FARSOPOLI; non basta che l'UEFA voglia la verità sulla truffa più grande del secolo, no, non basta.

Arrivano pure due pappine.
Vucinic-Marchisio e via a casa.

Ormai sono rimasti solo loro con i loro striscioni a credere a Dentimarci e alla sua versione.

La cricca della FIGC è oramai alla frutta...

Grimoaldo

venerdì 28 ottobre 2011

Juventini: BOICOTTATE il giornalaccio rosa!

BOICOTTARE !!!



Il giornalaccio rosa è uno dei primi e principali artefici del grande IMBROGLIO!


Boicottare, boicottare, boicottare!

Io è dal 2006 che non lo compro più e che faccio proselitismo in questo senso.

Ogni juventino che si rispetti imponga a parenti e amici di non comprare più quello che ormai è diventato l'organo ufficiale dell'inter.


Le vendite sono in forte calo ma dobbiamo migliorare ancora, devono fallire!

Il loro comportamento è sotto gli occhi di tutti, dal 2006 (ma anche prima...) ad oggi.
Questo non è giornalismo, è bassa manovalanza!


BOICOTTARE!